Diminuzione nel 2024 di sequestri di medicamenti e dopanti
Nel 2024, il numero di sequestri di medicamenti e prodotti dopanti è diminuito. Questi invii spesso contengono sostanze non dichiarate o non autorizzate che comportano rischi per la salute. I trattamenti contro i disturbi dell'erezione erano i più frequenti. Circa la metà dei farmaci proveniva dall'Europa dell'Est e dell'Ovest.
Nel 2024 il numero di medicamenti e prodotti dopanti sequestrati è diminuito
Nel 2024, l’UDSC ha sequestrato un totale di 6755 spedizioni contenenti farmaci e sostanze dopanti, un numero leggermente inferiore rispetto all'anno precedente (2023: 8081). Questi invii includevano una vasta gamma di preparati con sostanze non dichiarate o non autorizzate, dosaggi errati e spesso privi di foglietto illustrativo. Tali prodotti possono rappresentare un rischio per la salute dei destinatari.
L’UDSC verifica sempre se i farmaci sequestrati siano autorizzati e conformi e se la quantità rientri nel fabbisogno mensile consentito per i privati. In caso di dubbio, l’UDSC informa Swissmedic e trattiene la spedizione sospetta. Per quanto riguarda le sostanze dopanti, si applica una tolleranza zero. Nel 2024, 5668 spedizioni sono state segnalate a Swissmedic.
Una gran parte dei farmaci sequestrati riguardava nuovamente i trattamenti contro i disturbi dell’erezione, una categoria che rappresentava il 57% del totale. Novità di quest'anno, i farmaci contro la caduta dei capelli e i prodotti dimagranti hanno costituito ciascuno il 4% delle spedizioni. Circa la metà dei farmaci sequestrati proveniva da hub di distribuzione nell’Europa dell’Est e dell’Ovest, mentre circa un quarto arrivava direttamente dall’India.
Prodotti maggiormente sequestrati
- induttori dell’erezione (57 %)
- sonniferi e tranquillanti (10 %)
- spray nasali e lassativi (6 %)
- ormoni (compresa la melatonina) (4 %)
- prodotti contro la caduta di capelli (4 %)
- prodotti dimagranti (4 %)
- antibiotici, antiparassitari, antivirali (3 %)
- altri (12 %)
Provenienza dei medicamenti sequestrati
- Europa occidentale (25 %)
- India (25 %)
- Europa orientale (24 %)
- Asia (senza India) (14 %)
- Altri (12 %)

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