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Pubblicato il 18 marzo 2026

Animali e piante

Per alcuni animali e piante, alla frontiera svizzera significa: stop!

L’immagine mostra pelli di animali e avorio sequestrati in un magazzino. Il grande numero giallo 823 e il testo « violazioni della conservazione delle specie scoperte » evidenziano il numero di violazioni rilevate. L’immagine tratta il commercio illegale di specie protette.

State pensando di portare con voi un serpente dal vostro viaggio in Asia? Oppure di ordinare fiori rari dal Sud America? Azioni di questo tipo sono rischiose: in Svizzera vigono regole severe per proteggere la biodiversità e prevenire l’introduzione di malattie o specie invasive.

La protezione delle specie animali e vegetali è parte integrante dei controlli alle frontiere. L’importazione di esemplari di specie animali protette, che rientrano nella Convenzione di Washington sulla protezione delle specie (CITES), è consentita solo a determinate condizioni oppure è completamente vietata. Il loro commercio internazionale è strettamente controllato e la loro importazione nel traffico commerciale è soggetta ad autorizzazione. In alcuni casi, l’importazione per uso privato è completamente vietata.

Anche l’importazione di piante provenienti da Paesi terzi, vale a dire al di fuori dell’UE e dell’AELS, è perlopiù vietata, ad eccezione di ananas, noci di cocco, durian, banane e datteri.

Tali misure consentono di proteggere la popolazione, l’ambiente e l’economia svizzera.

Inoltre, l’UDSC ha rilevato 2 156 spedizioni contenenti piante, frutta, verdura, fiori recisi, verde reciso o semi vietati provenienti da Paesi terzi (al di fuori dell’UE e dell’AELS).

In un magazzino sono visibili numerose pelli di animali sequestrate, tra cui pelli di felini e grandi zanne di elefante, riposte sugli scaffali. La scena mostra vari prodotti di fauna selvatica, probabilmente provenienti dal commercio illegale.

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