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Comunicato stampaPubblicato il 15 aprile 2025

Zanne di elefante e borse di alligatore: al Museo delle dogane svizzero una mostra sui souvenir vietati dalla Convenzione CITES

Berna, 15.04.2025 — Se è ormai noto che oggetti in avorio e borse in pelle di alligatore o di animali e piante a rischio di estinzione siano severamente vietati all’importazione in Svizzera o soggetti ad autorizzazione CITES, non tutti sanno che in determinati Paesi anche raccogliere le conchiglie in spiaggia è vietato. Per sensibilizzare il pubblico sulle specie protette dalla Convenzione CITES e spiegare l’importante ruolo svolto dalla Dogana in questo ambito, il Museo delle dogane svizzero inaugura una rinnovata mostra dal titolo «La conservazione delle specie riguarda tutti noi», visitabile da domenica prossima 20 aprile in occasione della riapertura per la stagione 2025. Ad accogliere i visitatori tante novità, tra cui un gioco interattivo, una sala cinematografica e … due zanne di elefante alte due metri.

Ogni anno l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) sequestra oggetti che violano le disposizioni della Convenzione CITES, l’accordo che regola il commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione di cui la Svizzera è uno dei cinque membri fondatori. Ad oggi la Convenzione è stata firmata da oltre 180 paesi e regola il commercio internazionale di fauna e flora selvatiche con lo scopo di proteggere oltre 40'000 specie in via di estinzione. Nel mirino dei collaboratori dell’UDSC finiscono diversi oggetti di contrabbando tra cui, ad esempio, borse o cinturini di orologi in pelle di rettili, costosi scialli in lana shahtoosh, animali imbalsamati, oggetti in avorio e molto altro ancora. Oltre al sequestro della merce, chi non rispetta le regole rischia multe da 100 a 1'000'000 di franchi e pene detentive fino a cinque anni.

Uno degli aspetti centrali della lotta al commercio illegale delle specie protette è la sensibilizzazione, oltre alla formazione del personale doganale che può contare anche sull’impiego di cani appositamente istruiti. Anche la stretta collaborazione con le autorità nazionali e internazionali è determinante per lottare in modo efficace contro il commercio illegale di specie protette.a lutte contre le commerce illégal des espèces protégées repose principalement sur la sensibilisation et sur la formation du personnel douanier. Pour l’aider dans sa tâche, ce dernier peut compter sur des chiens dressés à cet effet. Une collaboration étroite avec les autorités nationales et internationales est également essentielle pour lutter efficacement contre ce fléau.

La rinnovata mostra «La conservazione delle specie riguarda tutti noi», realizzata con il sostegno dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) e visitabile al Museo delle dogane svizzero di Cantine di Gandria, presenta i diversi aspetti della Convenzione CITES, sensibilizza il pubblico sul rispetto delle regole di importazione e sul fondamentale ruolo svolto dall’UDSC in questo ambito.

La stanza degli orrori e la sala cinematografica

Una parte della merce intercettata dall’UDSC finisce nel magazzino dei beni confiscati dell’USAV. Il Museo svizzero delle dogane ne ospita una selezione in quella che è stata rinominata «la stanza degli orrori», un ambiente pieno di oggetti esotici e insoliti: vi sono, ad esempio, una pelle di orso polare completa di testa, articoli in avorio finemente intagliati, teschi di animali di tutte le specie e dimensioni, serpenti imbalsamati, zuppe di orchidee e molto altro ancora. Oltre ad un gioco per i più piccoli, alcuni video interattivi, una bacheca a tutta altezza che accompagna il visitatore nell’esposizione e due zanne di elefante a grandezza naturale, il Museo delle dogane svizzero inaugura quest’anno anche una sala cinematografica.

Rimangono visibili la consolidata mostra «Un confine tra povertà e persecuzioni» e l’esposizione fotografica intitolata «Migrazione». Il Museo riaprirà le porte domenica 20 aprile e sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 12.00 alle 17.00 fino al 19 ottobre 2025. L’ingresso è gratuito.

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